PP.Ghisetti






UR è il prototipo di tutte le Leica, come del resto dice il nome tedesco ove UR sta per originale, o primitivo.

Fu disegnata da Oskar Barnack nel 1912/13, completamente in metallo e possedeva diverse importanti caratteristiche: contafotogrammi sino a 50 (posto nella parte anteriore), obiettivo Zeiss Kino Tessar rientrante da 50mm per cineprese (Kino, appunto) staffa porta-accessori, occhielli per cinghia e un mirino a traguardo che, nell’esemplare del museo Leica, sembra non essere originale. Era innanzitutto presente la caratteristica fondamentale: una spaziatura del fotogramma pari a 24x36mm, ottenuta con pellicola perforata 35mm. L’otturatore produceva solo due tempi di posa, ovvero 1/20 e 1/40 di sec, ed occorreva abbassare il coperchietto dell’obiettivo al momento della ricarica dell’otturatore, in quanto ancora le tendine non si sovrapponevano perfettamente.
 Da notare che il modello del Museo Leica monta un’ottica Leitz Mikro Summar 42mm con disegno simmetrico a Doppio Gauss. Vedi qui
Per anni si è affermato che si trattasse di un Milar, ma all'epoca quest'ottica non era ancora in produzione.



Negli anni Settanta fu creata dalla stessa Leitz una riproduzione, in qualche centinaio d’esemplari, del modello UR, con la scritta posta sul carter superiore Nachbildug der UR-Leica, ovvero riproduzione della UR Leica, solo parzialmente funzionante e col simbolo del condensatore posto sul retro della macchina, primo marchio Leitz brevettato nel 1911. La leggenda ormai consolidata narra che queste macchine fossero opera degli apprendisti meccanici Leitz, che dovevano mostrare le proprie qualità nella costruzione di questa riproduzione. Oggi questo apparecchio è molto ambito, in quanto rappresenta l’unico modo per un collezionista di possedere un oggetto che è un pezzo unico.

Da questo primo storico modello discendono altri due prototipi, databili intorno al 1920, uno dei quali, quello illustrato a sinistra, costruito interamente in ottone. Questi prototipi hanno rappresentato il banco di prova tra l'idea iniziale, incarnata dal modello UR e la Leica 0, ovvero la preserie produttiva, studiata tra il 1923 e il 1924  sia per studiare il funzionamento dell’apparecchio, sia per mettere a punto il sistema produttivo. Questi due prototipi hanno ricevuto diverse modifiche nel corso degli anni, per trovare le giuste soluzioni da parte di Barnack. L'ottica, a 5 elementi, tipo Anastigmat, è stata siglata inizialmente BK 50/II, e si presume che il  prototipo illustrato a destra sia stato poi rimaneggiato alla fine degli anni Trenta per essere poi posizionato al Museo di Wetzlar.

I prototipi possedevano misure diverse dalla Leica 0 e poi dalla Leica I: ad esempio l'altezza era di 52mm, contro i 55,4 della I, la flangia portaobiettivi differiva di 1mm, la lunghezza di soli 0,7mm.


Le dimensioni della serie Null , sotto, sono molto simili a quelle della futura Leica I, e il corpo è coperto di un rivestimento in vulcanite.

Anche questo apparecchio era dotato di tendine in tela gommata non sovrapponibili, tuttavia i tempi di otturazione ora erano cinque più la posa B., mentre una delle caratteristiche più importanti era costituito dall’avanzamento pellicola e ricarica otturatore eseguiti con un’unica manopola. L’ottica era un Leitz Anastigmat 50/3,5, disegnato da Max Berek. Il contafotogrammi, a 40, era ora posizionato intorno al bottone di riavvolgimento, sul carter superiore. La numerazione di queste macchine va da 100 a 130, ma forse non tutte le 31 macchine così numerate sono state effettivamente  completate  o erano realmente funzionanti. Di queste ne sopravvivono probabilmente meno di venti, in Musei o collezioni private. Alcuni degli ultimi esemplari della Null Serie sono già delle Leica I: possiedono il mirino tubolare decentrato e i tempi d’otturazione sono montati sulla torretta. Una Leica Null o 0 è stata venduta ad oltre 2 milioni di Euro, nell'immagine sotto. (Cortesia WL).


Secondo i registri Leitz la Leica 0 è stata consegnata nel 1923, da marzo a settembre,come da note:
     nr 102  a Ernst Leitz J.
                                                                                                                                 105   a Dumur, poi a Conrad Barnack, si trova oggi al Deutschen Museum di Monaco di Baviera,
  106 a Max Berek
                                 110 a Kitterle Wien, poi presso LNY
   112  a O.Barnack
                                113  e 120  a Dott Bergmann, Berlin


Nel 2000 anche di questa fotocamera fu realizzata una riproduzione in 4000 esemplari,(così almeno è riportato sul LFB, ma è possibile che poi non siano stati tutti realizzati),  ma con l’adattamento per i caricatori standard di pellicola che, chiaramente, nei primi anni Venti ancora non esistevano. Come nel modello originale l’ottica è un Anastigmat 50/3,5 e l’otturatore deve essere coperto con l’apposito tappo legato da cordicella al momento della ricarica dell’otturatore. Il mirino, a traguardo ottico con lente negativa e crocetta al centro, è posto in asse con l’obiettivo. Confezione completa di una bellissima borsa in pelle.

Contrariamente alla riproduzione della UR, che era solo parzialmente funzionante e non poteva scattare immagini, la riproduzione della Null invece è perfettamente in grado di funzionare, anche se la complessa operatività può lasciare perplessi, ma in fondo ammirati da tanta ingegnosità, legata ormai ad un tempo pionieristico e irripetibile.








Nel 2004, in occasione del 125° anniversario della nascita di Oskar Barnack è stata realizzata una serie speciale di soli 1000 esemplari del secondo prototipo della serie NULL, o Leica 0, con il mirino tubolare, poi messo in produzione nella Leica I, e sul retro una serigrafia di Barnack con le date 1879 - 2004. L'ottica è sempre un Leitz Anastigmat 50mm f/3,5.




Tutti i vari meccanismi della Leica erano coperti da un doppio brevetto, sia tedesco che americano. Ne mostriamo due esempi, ricordando che le date di approvazione variano secondo i tempi di attesa dei vari Uffici Brevetti.
A sinistra il disegno del Brevetto dell'otturatore su piano focale, a destra brevetto dell'innesto dell'ottica.





La targa ricordo a Wetzlar nel punto dove sono state scattate le prime immagini del EisenMarkt con la UR Leica







 Un sentito ringraziamento a Romolo Rappaini per aver fornito le fotografie della UR leica .