Summaron 28mm f/5,6 M

 

 Pp.Ghisetti

Nel 2016 Leica presenta una riedizione del Summaron 28mm f/5,6, ottica prodotta a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, secondo grandangolare Leitz di questa lunghezza focale, ma solo per il sistema a vite 39x1m. Vedi qui la scheda.

L’impressione generale di somiglianza è veramente notevole, il peso risulta di appena una decina di grammi superiore al vetusto grandangolare, (165g), mentre le scritte in nero e in rosso, il campanello e la compattezza contribuiscono a creare un magnifico oggetto dal sapore retrò.

Tuttavia le differenze ci sono e le elenchiamo qui:

-      Innesto a baionetta M, mentre l’originale era dotato di passo a vite 39x1. In realtà esiste un Summaron 28mm a baionetta M ma si tratta di un adattamento per le Leica Post, prodotto in pochissimi esemplari;

-      Incisioni frontali diverse sia nella lunghezza focale (2,8cm ora 28), aggiunta del numero di matricola e del passo filtri E34, mentre nell’originale era E36;

-      Diametro anteriore della nuova ottica più largo di 2mm;

-      Scala delle distanze in Feet e metri nell’originale ora solo in metri.

-      Marchio: Ernst Leitz Gmbh Wetzlar divenuto ora semplicemente Leica;

-      Campanello piatto nella versione attuale, a cono nell’originale;

-      Scala della profondità di campo in rosso vivo, opaco nella versione a vite, forse anche a causa del passare del tempo;

-      Identico diaframma con 8 elementi, con foro sempre perfettamente circolare;

-      Altezza del barilotto attuale alzata di 2mm rispetto all’originale;

-      Identico schema ottico, e identica scala diaframma da f/5,6 a 22;

-      Minima distanza di messa a fuoco ad un metro come nell’antenato (ovvero 3,5 feet);

-      Finitura cromata dell’originale divenuta silver nell’attuale versione;

-      Bellissima riproduzione in ottone del paraluce originale SOOBK, ma con diversa incisione; da notare la M nella versione moderna;

-      Tappo anteriore, di diametro di 2mm diverso dall’originale,  con scritta Leica più piccola, molto ben eseguita.

Come si evince le differenze sono minimali e percepibili essenzialmente con le ottiche a confronto diretto: la sensazione della riproduzione storica è notevole nella accuratezza costruttiva, la compattezza, il paraluce e il design inconfondibilmente retrò dell’ottica. L’obbiettivo ha una lunghezza fisica di soli 2cm, che diventano 4cm col paraluce montato.

Si è voluto ricreare un obiettivo storico proprio per la compattezza che esso presenta, da abbinare preferibilmente ad una moderna fotocamera digitale della serie M, col vantaggio del superamento della limitata luminosità grazie all’innalzamento libero dei valori ISO.

Da notare che, anche se è stato mantenuto lo storico disegno a Doppio Gauss di 6 lenti in 4 gruppi con diaframma posizionato al centro, la curvatura delle lenti non appare essere identica, probabilmente per adattare i nuovi tipi di vetro disponibili, o per migliorare marginalmente le prestazioni.

Queste, almeno a livello di MTF a f/5,6 appaiono essere incredibilmente sovrapponibili (verificare i due test MTF che pubblichiamo nelle rispettive schede), mantenendo perfino una certa dose di vignettatura che il vecchio obiettivo possedeva e che rimane visibile anche nella moderna versione, anche se dopo f/8 risulta molto ridotta. Assente completamente la distorsione.

Molto elevata l’incisione al centro sino a 2/3 del fotogramma, con un brusco crollo ai bordi, caratteristiche tipiche dei primi grandangolari degli anni Cinquanta. A f/11 rimane l'imprinting d'epoca, ma con una risoluzione complessivamente più alta rispetto alla vecchia versione.

Grazie alla combinazione tra lunghezza focale grandangolare e limitata apertura relativa la profondità di campo è sempre molto favorevole, sia nella steet photography, settore per il quale il Summaron sembra specificatamente pensato, ma anche nella foto di montagna o di paesaggio, magari con un personaggio o un particolare ambientato. Il Summaron non è certo il miglior 28mm tra i tanti fabbricati da Leica, ma è sicuramente il più affascinante ed esteticamente intrigante che si possa desiderare: non è sulle prestazioni che si gioca questa partita, anche se queste esistono concretamente ad alto livello, ma sul mix di fattori tecnici, estetici, storici, e di piacevolezza del possesso di un bellissimo oggetto fotografico.

In conclusione si tratta di una magistrale realizzazione Leica che, dal punto di vista tecnico, segue e alimenta ulteriormente il trend del ritorno al passato. Infatti il nuovo Summaron è molto simile al vecchio ma se ne distacca in diversi particolari, diremmo raffinando il progetto complessivo, per riproporre in modo ancora più affascinante, se possibile, un grande classico della storia Leitz – Leica.