Leica IIIg

Pp.Ghisetti



L'ultima macchina Leica della serie con innesto a vite presenta un mirino di nuova concezione, con cornicette per 50 e 90mm, dotate di correzione della parallasse. Si riconosce immediatamente dalle precedenti Leica proprio per le quattro finestrelle frontali, di cui una serve ad illuminare il mirino. I tempi di otturazione seguono la sequenza classica, da 1 sec sino ad 1/000sec, più la posa B, mentre la connessione coi tempi lunghi è posta a 1/30 sec.
E' stata disegnata da Adam Wagner con Willi Stein, il designer principale della M3.
Cod GOOEF solo corpo, GOOCE con Elmar f/3,5, GOOEL con Elmar f/2,8, GOOMI con Summicron f/2 e GMOOA con Summarit f/1,5.
E' presente la correzione diottrica.
Film reminder sul retro, simile a quello della M3.
La sincronizzazione flash è duplice:  coi flash a lampadine si può scegliere qualunque tempo della scala, mentre per i flash elettronici sono disponibili sia il tempo di 1/40 sec che quello di 1/50 sec, entrambi segnati con un lampo (rosso e nero) sulla ghiera dei tempi di otturazione. Rispetto al sistema della IIIf si tratta di una notevole semplificazione operativa.

Peso di 460g.
La IIIg è predisposta per il grilletto Leicavit, vedi sotto.
La produzione inizia nel 1956 (e non nel 1957 come spesso riportato) col nr 825001.
Da notare tuttavia che il nr 825001 è stato assegnato al modello IIg, poi sospeso. pertanto sarebbe più corretto affermare che il modello IIIg parte dal nr 825002.
 Complessivamente sono stati prodotti sino al 1960 43.233 pezzi, di cui 125 nere e 1780 fabbricate in Canada.
Una ventina di fotocamere IIIg sono state prodotte successivamente su ordini speciali sino al 1970.

Come detto sopra meno di duemila fotocamere sono state montate dalla fabbrica di Midland Ontario, Canada, e portano pertanto sul carter questa  dicitura. Sotto illustrata una IIIg Canada dotata di Leicavit, anch'esso marcato Canada.



Leica IIIg con Leicavit ELW e Summicron 5/2 rigido.

Varianti
Nel corso della produzione si riscontrano piccole varianti estetiche come il pomello di riavvolgimento non interamente lavorato a diamante e la ghiera dei tempi lucida, poi divenuta satinata nel corso della produzione, mentre il pomello è stato lavorato interamente a diamante.



IIIg speciali
- IIIg prototipo risalente al 1952, costruita in soli quattro esemplari: nelll'esemplare mostrato si possono notare l'anello portaottiche di dimensioni maggiori, senza viti di fissaggio, e il pomello di riavvolgimento tipo IIIf, senza contafotogrammi.
Infatti sul carter appare il contafotogramma ottico, poi eliminato, a favore di quello tradizionale.
 

IIIg Betriebsk, macchina di servizio, per valutazioni, con numerazione speciale a tre cifre, rarissima.


- IIIg Atrappe, vuota, da esposizione, completa di A dopo in numero di serie speciale, rara e cara.


IIIg dorata, ne esiste solo una cerificata come originale, la nr858555 del 1957, quella illustrata è una copia ben eseguita.


IIIg Tre Corone, realizzate nel 1960 in finitura nera in 125 pezzi per l'Esercito Svedese, completa di ottica Elmar 5/2,8, ambitissima e carissima,vedi qui . La numerazione va dal nr 987901 al nr 988025.



Tra le macchine militari figura anche una IIIg in colorazione verde oliva per l'esercito Federale Tedesco, solo prototipo, mai consegnata ufficialmente


 
  IIIg di Proprietà della Marina degli Stati Uniti - Prop.of U.S. Navy- riportante il numero speciale, con Summar anch'esso marcato sul barilotto con il numero speciale 173-200443. Le prime 3 cifre sono identiche per mcchina e obiettivo. Consegnata a New York il 30-10 - 1957 secondo i registri Leitz.
 Rara.




IIIg nere non originali
Talvolta le Leica IIIg sono state ridipinte da alcuni specialisti anche nell'affascinante colorazione nera, compresa l'ottica Summicron 50/2 e il Leicavit. Dato che le uniche IIIg nere originali sono quelle fornite all'esercito svedese con l'insegna delle Tre Corone, appare evidente che si tratta di falsi.







La macchina sopra illustrata è invece stata modificata dall'importatore francese Leica, la società Tiranty, con tanto di certificato di autenticazione, e pertanto può dirsi una Leica IIIg nera originale, anche se nata originariamente come macchina cromata.

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ADVOO
Appositamente per la IIIg era stato disegnato l'accessorio per fotografia ravvicinata ADVOO, vedi qui



Borsa
Per la IIIgf.pi
Per la IIIg, più alta di mezzo centimetro rispetto alla IIIf, era prevista la borsa ENOOR, con un taglio particolare sul frontale e una finestrella sul retro per il film reminder. Non comune







 La Leica IIIg rimane un piccolo mito tra gli appassionati Leica, pur non essendo particolarmente rara è sempre più quotata delle sue consorelle. Diversi fattori concorrono a questa alta valutazione:
 - la costruzione meccanica, impeccabile e indistruttibile;
 - il mirino, luminoso e molto ben visibile, con due cornicette, che l'avvicina alla mitica M3;
- la linea caratteristica che unisce quelle delle Leica con innesto a vite con quelle della serie M:
 - il fatto di essere l'ultima macchina con innesto a vite.
Da notare che il carter superiore inglobando il mirino, la rende più alta e quindi più ingombrante rispetto ad una IIIf.
Complessivamente una macchina di altissima qualità costruttiva, pienamente utilizzabile se si utilizza il 50 e il 90mm, mentre con le altre focali occorre sempre un mirino esterno.