Leica 250 Reporter


PP.Ghisetti

Una delle più straordinarie Leica di tutti i tempi, inconfondibile e unica, che tradisce l'assunto di macchina piccola  e portatile per un aumento della capacità dell'autonomia, sino, appunto, a 250 pose con dieci metri di pellicola, grazie a due cassette portafilm sovradimensionate. Lo scorrimento della pellicola avveniva 'da cassetta a cassetta', evitando così il riavvolgimento della lunga pellicola. Le due grandi protuberanze laterali, contenenti appunto i portacassette, servono anche come impugnatura, per stabilizzare la macchina che pesa 1070g.


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Nata nel 1934, ultima macchina progettata da Barnack, con nr iniziale 130001, è stata prodotta in soli 984 pezzi, prevalentemente in finitura nera, con pochissimi e rarissimi esemplari cromati, non segnalati come tali nel Leica FB.
Ne esistono sostanzialmente alcune versioni:
 -  due esemplari iniziali del 1933 (quasi una preserie) derivati dalla Leica II e pertanto privi di tempi lunghi; poi probabilmente modificate;
 - 250 FF con tempo d'otturazione massimo di 1/500 di sec e posa T; 246 esemplari derivati dalla Leica III;
 - 250GG con tempo massimo di 1/1000 sec e posa Z, 709 esemplari  derivati dalla IIIa, che appunto possedeva il millesimo di secondo. Dal 1936.


 - 29 esemplari del 1942 identificati dalla lettera M e completi di motore, rarissimi, in quanto principalmente realizzati per una commessa militare; il motore possedeva il selettore per lo scatto singolo (Einzel) o continuo (Serie). Ogni motore era accoppiato singolarmente alla propria fotocamera. Questo motore è il primo motore elettrico Leitz, in quanto un normale motore a molla, come il MOOLY, non possedeva abbastanza carica per l'avanzamento di una pellicola di dieci metri. L'alimentazione dei motori era variabile, da 6 sino a 28Volt in corrente continua, in modo da adattarsi a diverse situazioni.
 - 130 esemplari con otturatore montato su cuscinetti a sfere, con tendina marcata con K (Kugellager), per uso bellico a metà della Guerra, vedi anche scheda della IIIcK.
 - Esistono macchine siglate Re per 'Reichssicherheitshauptamt' (Ufficio Centrale della Sicurezza dello Stato), con numerazione sovrapposta a quella Leitz di serie. Anche E.Areonautica, dove non è stato definitivamente chiarito il significato della 'E'.
Le sigle identificative erano:
 - LOOMY, solo corpo;
 - LOOYE corpo con Elmar 5cm;
 - MOOEV corpo con motore;
 - ESFOO borsa per 250;
 - KOOBF bobina ricambio;
 - ANZOO, guida per sagomare la pellicola.


Qui sopra il disegno tecnico originale per il motore della 250, risalente probabilmente al 1941.

La produzione è terminata nel 1945, ma c'è stata una ripresa produttiva dal 1946 al 1953 di 14 esemplari.
La 250 Reporter, soprannnominata in Italia anche 'Leicona', è stata spesso utilizzata da fotografi professionisti ambulanti, che sfruttavano appunto la notevole autonomia operativa, anche sulle spiagge o alle fiere, e per questo motivo si trova spesso in pessime condizioni e viene talvolta riverniciata.
Molto ambita e ricercata, ne esistono anche dei falsi molto ben eseguiti, vedi sotto.








Infine le rarissime quattro pagine di istruzioni in italiano.







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Segnaliamo questa straordinaria copia di Leica 250: partendo dalla classica sovietica FED, presenta una commistione di pezzi originali con altri rifatti in ottone, e finisce per pesare più dell'originale. Ricoperta di autentica pelle, presenta un Elmar 50/3,5 segnato in millimetri. Costruita negli anni Sessanta, è sicuramente una delle migliori copie mai viste di questa particolare macchina. Prezzo molto elevato (per una copia), sui 5000 euro nel 2018, ma sempre circa la metà, se non di meno, di una 250 autentica. Non facile da riconoscere come copia: tra gli elementi significativi segnaliamo il corpo cromato (rarissimo se autentico), i tempi di otturazione, manopola sulla bobina di sinistra,  lunghezza focale dell'Elmar in millimetri, incisioni sul carter superiori, per altro ben eseguite.
Un vero capolavoro tra i falsi!