Mirini per 21mm

Pp.Ghisetti

                                                                                                                    

La Leitz- Leica ha offerto nel corso del tempo, iniziando dal 1958, ben cinque diverse tipologie di focali da 21mm per macchine a telemetro, inizialmente due realizzate dalla Schneider Kreuznach, e le rimanenti tre in proprio.

Un angolo di 90° rappresenta una grande area inquadrata, molto difficile da gestire, specie con una macchina a telemetro, ove il mirino aggiuntivo delimita il campo inquadrato, ma non la scansione dei piani, come viceversa avviene con un apparecchio reflex. Questo vuol dire che occorre molta abilità e esperienza per dominare un’ottica simile su una macchina a telemetro, in quanto non si apprezza mai in pieno l’ingrandimento del soggetto inquadrato. Inoltre il mirino galileiano non copre mai interamente il campo teorico inquadrato dall’obiettivo e, specie per chi porta gli occhiali, l’inquadratura risulta spesso approssimativa, specie sotto i 5 metri di distanza, quando l’errore di parallasse tra obiettivo e mirino diventa sensibile.

I mirini per Leica da 21mm possono essere così raggruppati:

-          SBKOO, inizialmente cromato poi nero, ideato per essere accoppiato al primo Super Angulon 21/4 del 1958; costruzione in metallo, con peso di 40g, slitta cromata. Successivamente catalogato come 12002. La piccola custodia è siglata 14617. Visione nitida e precisa, leggermente poco contrasta, essendo un oggetto d’epoca lo stato di conservazione è fondamentale.

                                                                     


         

                                                                      


Il mirino SBKOO era anche indispensabile per il 21/3,4 R che, con la sua architettura simmetrica, doveva essere utilizzato sulla Leicaflex con lo specchio rialzato, e pertanto abbisognava del mirino da 21mm per delimitare l'inquadratura.


      Mirino 12008 con blocco d’innesto, con variante nr 12012 senza blocco: costruzione in plastica, peso di 20g, forma leggermente più grande rispetto al precedente SBKOO. Risalente al 1980, da accoppiare all’Elmarit 21/2,8. Marcati inizialmente Leitz e successivamente Leica. Molto nitido e brillante, con forte distorsione a barilotto. L'apposita borsetta porta mirino possiede il nr 14628.


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-           versione 12024 (nr 12025 in versione cromata) in metallo dal look retrò prodotta attualmente a prezzo molto elevato. Si riconosce dall’incisione Germany e dalla mancanza di fessura laterale. Possiede anche un riferimento per l’uso con la M8, quando il campo visivo è più limitato a causa del sensore ridotto.

 

        mirino multiplo cod 12011, (da 16 a 28mm) pensato per essere utilizzato in accoppiamento ai due TriElmar. Molto preciso nelle rispettive inquadrature, ben cinque complessivamente, grazie anche ad una ghiera di messa a fuoco per la compensazione della paralasse. 150g di peso e prezzo molto elevato. Per peso e dimensioni complessive, che stravolgono completamente l’apparecchio, non ci sembra adatto ad un uso come singola focale ma appunto solo con uno dei due Tri Elmar, e in particolare col secondo tipo che possiede appunto la focale da 16mm.



           Infine il mirino zoom 12013 (per focali 21-24-28mm, anche in versione cromata-silver con nr 12014) anch’esso abbastanza ingombrante e molto brillante come visione, ma non molto accurato nell’inquadratura generale e con notevole distorsione ai bordi; peso di 80g che diventano 110g completo di contenitore. Marcato Leica Camera Germany -Made in Japan, sulla slitta. Erede dei gloriosi VIDOM e VIOOH in versione grandangolare, risulta utile per l’uso sulle digitali M8/M8.2, ove la lunghezza focale nominale viene ridimensionata dalla ridotta dimensione del sensore.