Leica KriegsMarine

Per la Marina Militare Tedesca

Pp.Ghisetti

 

Durante la IIa G.M. la KriegsMarine, la marina militare tedesca, si è servita di apparecchiature Leica e Zeiss Ikon Contax per le proprie necessità: la differenziazione consiste nel fatto che l’otturatore a saracinesca metallica della Contax resisteva meglio alla pressione cui erano soggetti i sottomarini in immersione, e inoltre era più resistente alla salsedine, rispetto al più delicato otturatore a tendine Leica.

Probabilmente per questo motivo, o per il fatto che spesso le apparecchiature fotografiche hanno seguito la sorte delle navi e dei sommergibili tedeschi, affondati, bombardati o autoaffondati, le Leica appartenute alla Marina sono particolarmente rare e così pure le ottiche.

Inoltre, come compare pure dalla bandiera della KM, il simbolo di questa era la ReichAdler e la svastica, accoppiata particolarmente ambita e ricercata, per cui sin dalla fine della guerra si è scatenata una caccia particolare a questo tipo di attrezzature. A questo proposito, parlando con altri esperti di materiale Leica americani, qualcuno si è lasciato sfuggire che lo 80-90% delle Leica con simboli della Marina sono falsificati.

In particolare l’incisione della lettera M veniva fatta in fabbrica alla Leitz, ma le rimanenti, come ad esempio ReichAdler e svastica o anche W.Haven, erano eseguite localmente.

Non esistendo una catalogazione certa delle macchine fornita alla Marina, come nel caso di quelle fornite all’Aviazione, che acquistava le Leica direttamente dalla Leitz, l’unica fonte sicura è rintracciare nei cataloghi di produzione Leitz il numero della macchina in questione e il suo invio. Se questa è stata inviata a Berlino, (Bnl, nei registri Leitz) all’ufficio approvvigionamento, a Wilhemshaven, importante porto e cantiere della Marina tedesca sul Mare del Nord, o a Kiel, principale porto sul Mar Baltico e collegata al mare del Nord attraverso un canale navigabile, si può essere ragionevolmente certi dell’autenticità delle attrezzature; in caso contrario vi sono seri dubbi di autenticità.

Come si vede dagli esempi che seguono il modello IIIc è stato il modello bellico per eccellenza, quello sicuramente più utilizzato, ma si conoscono pure modelli IIIa e IIIb utilizzati dalla Marina.

Vediamo qualche esempio documentato:

IIIc

Rara versione militare per la Marina, con Aquila e M, dotata di Elmar 5cm e paraluce FIKUS, consegnata col cod LOOQA il 21 maggio 1941 a Berlino.

 

IIIc 

Una macchina molto rara, con tendina rossa e portante sul carter superiore il ReichAdler e la svastica. Sotto i simboli appare la M di Marine. Consegnata a Berlino il 25 Maggio 1941

 


IIIc

Un altro esempio di modello IIIc ma senza tendina rossa: porta sul carter superiore la sigla M420, riportata identica anche sul Summitar 5/2 in dotazione, consegnata a Berlino il 25 aprile 1941, con nr consegna 23726

 

  IIIc

Macchina con impressa la sigla M 497, consegnata a Berlino il 17 Marzo 1942, con nr di consegna 538536, come LOOQA, completa di ottica Hektor 13,5/4,5, (HEFAR) anch’essa marcata con ReichAdler M e la sigla della Marina MF631, il tutto completato dl mirino multifocale VIOOH, anch’esso marcato MF631 e completato dal ReichAdler.

 

Hektor 13,5cm f/4,5

Esempio di ottica marcata MF690, completa sul barilotto di simbolo ReichAdler, svastica e M.

Altro esempio di Hektor 13,5cm ma con i simboli ReichAdler con  svastica e W.haven sulla ghiera di messa a fuoco. Anche se i simboli possono far nascere qualche dubbio questo obiettivo risulta effettivamente consegnato a Wilhelmshaven il 16 maggio 1942. (sotto)

Hektor 2,8cm f/6,3

Rarissima ottica grandangolare della Marina, marcata sul retro W.haven (abbreviazione di Wilhemhaven), completa di aquila, mentre sul frontale non compare nessuna sigla.

 

Hektor 7,3cm f/1,9

Raro esemplare di ottica luminosa per la Marina, con incisa la sigla MF113 e il noto ReichAdler, consegnata a Berlino il 6 settembre 1939, quindi pochi giorni dopo lo scoppio della IIa G.M.

 

 

Mirini VIDOM e VIOOH

Alcuni esempi di rarissimi mirini per la Marina: i VIDOM possiedo sia il ReichAdler che la sigla M, posizionata in modo diverso, mentre i due VIOOH possiedo l’incisione MF, completa di proprio numero e il ReichAdler.

Un altro mirino VIOOH possiede l’incisione W.Haven, con aquila e svastica: l’aquila possiede un diverso disegno delle ali, usato talvolta ma raramente.

Altamente falsificati.




CZJ Sonnar 13,5cm f/4

A complemento mostriamo un 13,5cm della Carl Zeiss Jena, per apparecchi Contax, anch’esso portante la sigla MF seguita dalla matricola particolare. Evidentemente la focale da 13,5cm era particolarmente apprezzata e utilizzata, in quanto rappresentava il teleobiettivo più pratico da maneggiare con una macchina a telemetro.


FALSI

Come detto in precedenza, nel caso delle Leica per la Marina i falsi abbondano: vediamo tre esempi, tratti, come sempre, dalla sovietica FED.

-          Reich Adler ben realizzato, ma le ali dell’aquila sono diverse che nell’originale, (vedi esempi sopra) lettering della M sbagliato, inoltre si nota il fatto che si tratta di una Leica II (falsa, essendo derivata da una FED), per cui mancano i tempi lunghi, macchina mai utilizzata dalla Marina tedesca. A destra variante in versione nera della precedente, si notano: nr matricola di una IIIc su una II, ali dell’aquila sbagliate, incisione sul tappo di fantasia.

-          Altra imitazione, con ali dell’aquila e la M sempre sbagliate, inoltre la macchina dorata (in realtà ottonata) mostra chiaramente il falso pacchiano.

-          Incredibile enciclopedia d’incisioni; si nota: il colore nero opaco, il numero di matricola riferito ad un modello III, la mancanza della svastica (sostituita con una A), 3 incisioni di fantasia, di cui una addirittura sul pomello di riavvolgimento pellicola, e una M sulla slitta portaaccessori. In più la il nome ELW nel simbolo del condensatore, abbandonato da anni. Tuttavia l’incisione dell’Aquila appare eseguita correttamente. Interessante la citazione della flottiglia Weddigen. Dulcis in fundo il bottone di scatto e il campanello dell’ottica in color arancione! Non si tratta di un falso palese come i primi due esempi, ma di una divertente citazione, che non può ingannare neanche il leichista più sprovveduto.

     Di questa versione di falsa Leica KM ne esistono diverse interpretazioni, ad esempio con o senza colore arancione, e con alcune incisioni in meno.

 

Si ringrazia WL-W