LEICA M5
di PierPaolo Ghisetti








La prima macchina a telemetro con esposimetro TTL apparve nel 1971, con una forma leggermente piu'
squadrata e di nove millimetri piu' grande del precedente modello M4. Era anche dotata di tempi visibili
nel mirino e di contatto caldo sulla slitta portaflash.
Il peso Ŕ di 710g.
Fu prodotta dal 1971 sino al 1975 in 33.470 esemplari di cui:
- 50 preserie-- 10.270 cromate-- 23.150 nere -
Il nr di partenza Ŕ 1287001. Si segnala una strana ripresa produttiva di 20 fotocamere nel 1992, dl nr 1918001 al 1918020, probabile ordine speciale, forse militare. Vedi sotto.
L'esposimetro al CdS, molto corretto per l'intera gamma cromatica, e dal consumo elettrico molto limitato,
era dotato di due cellule, con lettura spot, montate sul braccetto mobile, che scendeva in posizione davanti
alla tendina una volta montato l'obiettivo ed armato l'otturatore. Un istante prima dello scatto il braccetto
si sollevava e scattava l'otturatore. Nel mirino l'indicazione esposimetrica era data da due aghi sensibili,
da far coincidere. Le cornicette per le focali comprendevano a: 35- 50 - 90 - 135mm.
Il brevetto di H.Broschke Ŕ illustrato in fondo pagina.
I tempi di otturazione arrivavano da 1/1000 di sec a mezzo secondo, mentre, per la prima volta, la manovella di
riavvolgimento pellicola, era posizionato sul fondello. Esistono versioni con due o tre ganci per l'inserimento
della cinghia a tracolla, e le macchine con 3 ganci possiedono una quotazione leggermente piu' elevata.
Nel 1975 per il Cinquantenario fu fatta una serie speciale di 1750 esemplari, di cui 250 cromati. La numerazione
speciale delle macchine Giubileo puo' essere posizionata nella parte posteriore o sulla staffa portaaccessori-
Per i numeri limitati le macchine cromate del Cinquantenario sono pi¨ rare di quelle in finitura nera e spuntano prezzi maggiori.
La M5 e' una macchina eccezionale, una progettazione complessivamente rivoluzionaria, e soprattutto segue
in tutto gli standard Leitz di qualita' e precisione costruttiva.


manuali di istruzioni




Nel 1992, evidentemente su un ordine particolare, ne fu ripresa la produzione per 20 esemplari, cromati dal nr 1918001 al nr 1918020, vedi sotto il quarto esemplare di questa serie fuori sequenza.












  Da notare che la M5 Ŕ concepita per essere accoppiata allo Elmarit 21mm, senza che il gruppo posteriore dell'ottica interferisca con la cellula esposimetrica.

Borse per M5

Per la M5 fu offerta una vasta scelta di borse, riportate qui di seguito:



 - nr 14541, borsa semi floscia, sia in colore marrone chiaro che nero, con apertura laterale per far passare la cinghia nei passanti della macchina;



- nr 14544, grossa borsa rigida in pelle nera per poter stivare la M5 con Noctilux o obiettivi ingombranti,, fornita sul retro di una finestrella trasparente per mostrare la sensibilitÓ impostata del film;




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Pur avendo la fama di una macchina di scarso successo, la produzione della M5, come si nota dallo schema, ha superato la M7, e si pone alla pari della coppia M4-2 , M4-P, a conferma della non trascurabile importanza avuta nella produzione di apparecchi Leica.


 Qui una macchina che collega i prototipi, di cui sotto, con la produzione di serie: la quinta prodotta di un gruppo di 50 fotocamere preserie, dal nr 1287001.



Prototipo M5


Al Museo Leica appartiene questo modello di uno dei diversi studi sulla futura M5, frutto del designer Otto Weller, che si Ŕ servito dei pezzi di una Leicaflex.
Tra le caratteristiche segnaliamo:

 - cellula esterna al selenio

 - ghiera dei tempi sul bocchettone portaottiche

 - carter superiore estremamente pulito

 - maniglietta ripiegabile per messa a fuoco

 - ottica Elmar f/2,8 in un barilotto tipo Summicron

- quattro finestrelle anteriori, al posto delle tre della M5 di regoare produzione.








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RED FLAG 20

Copia cinese della M4/M5 (col nome di HogQui,), ma senza esposimetro, voluta si dice dalla moglie di Mao ChiangChing verso la metÓ degli anni Settanta, per farne regalo agli ospiti di prestigio, come esempio della tecnologia cinese. Circa 200 esemplari costruiti. Spesso completa con un set di 3 obiettivi, 50-35-90mm. Nel mirino appaiono le 3 cornicette relative ai 3 obiettivi menzionati. Una rarissima copia di una Leica M.
Purtroppo l'Autore di queste note ha potuto visionare solo la macchina, senza poter testare la reale capacitÓ degli obiettivi, che rimangono pertanto senza una precisa valutazione tecnica.








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Una storia e una prova sul campo della M5 nelle Lyngen Alps norvegesi su NADIR
qui