R9

PP.Ghisetti


Prodotta dal 2001 al 2009 la R9 rappresenta l'ultima reflex prodotta d Leica.
Il rivoluzionario design di Manfred Meinzer, col pentaprisma quasi incassato nel corpo, e che ripercorre quello dell'innovativa R8, sembra pesante, ma in realtà, specie col winder, risulta perfettamente equilibrato. Molto comoda l'impugnatura sulla parte destra del corpo.
Peso 790g,, ovvero 100g in meno della R8, grazie alla costruzione in magnesio della calotta superiore.


In finitura sia nera che nell'originale nero-antracite, possiede un otturatore elettronico a scorrimento verticale con tempo massimo sino ad 1/8000 di sec, mentre i tempi lenti arrivano a ben 32 sec. Il tempo sincro è di 1/250 sec.
L'esposizione può essere manuale, a priorità dei tempi o diaframmi, program e TTL flash.
La misurazione, inseribile tramite un pulsantino frontale di ottima agibilità, permette di scegliere misurazione spot, integrale o multizona.


La macchina è predisposta sia per il winder a 2fps - cat 14209 -  o per il motor drive da 4fps - cat14313. L'alimentazione è fornita da due batterie al lithio da 3 volt.
E' anche disponibile un Power Pack - 14250 - una batteria al NiCd integrata, per maggiorare l'autonomia. specie al freddo.



Vi sono due display: quello piccolo superiore che mostra solo il contafotogrammi  e quello posteriore con indicazione della carica batteria, ISO, correzione dell'esposizione, autoscatto e di nuovo contafotogrammi.

Vi è poi uno sportellino che permettere di accedere a 4 pulsanti: quelli di sinistra modificano gli ISO, quelli di destra regolano l'autoscatto a 2 o 12 sec.
Il mirino è eccezionale per completezza e luminosità:una serie completa di informazioni a LED nella zona bassa permettono di avere il totale controllo della fotocamera, con qualunque tipo di illuminazione esterna, mentre la visione con telemetro ed immagine spezzata è chiarissima. 5 schermi disponibili.

Accanto all'oculare del mirino vi è il correttore diottrico, mentre leggermente a sinistra una levetta comanda la staratura intenzionale dell'eposizione dell'automatismo.
Vi è poi la possibilità del sollevamento manuale dello specchio e di scegliere la sincronizzazione flash sulla prima o sulla seconda tendina.
A destra. sotto la leva di carica, vi è il pulsantino per effettuare doppie esposizioni, mentre a destra del bocchettone portaottiche è collocato il grosso pulsante che comanda il cursore per il controllo della profondità di campo.

La produzione è stimata in circa 8000 esemplari sino al 2006 con ultimo nr assegnato 2929100.


La R9 accetta il dorso digitale DMR, che permette di trasformare la macchina a pellicola in apparecchio digitale: dispiace che Leica non abbia creduto in questo progetto che, sicuramente migliorato almeno nelle dimensioni, poteva rivitalizzare un intero settore.
In definitiva si tratta di una macchina reflex classica dal design unico ed inconfondibile, di eccezionale qualità costruttiva, completa in tutti i parametri, che una volta impugnata si rivela estremamente equilibrata, realizzata specialmente per utilizzare ottiche zoom, con le quali trova un perfetto bilanciamento di peso e dimensioni.
 La degna erede di una dinastia di apparecchi eccezionali, sin dalla prima, intramontabile, meccanica Leicaflex.





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Con le R8 e R9, dotate di winder o motore si può usare lo scatto flessibile elettrico nr 14254, lungo 15cm. Questo si innesta, tramite una presa multipolare, all'apposito ingresso nel corpo del winder o del motore, permettendo uno scatto assolutamente senza vibrazioni..Molto utile per sequenze con macchina ed eventuale teleobiettivo su cavalletto


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Come si nota nell'aereogramma la R9 rappresenta solo il 2% dell'intera produzione di reflex Leica, valutabile in poco meno di un  mezzo milione di esemplari, e comèplessivamente il 9% considerando la sorella R8.