Leica CM

 

PP.Ghisetti

 

 

La compatta Leica CM segna il terminale evolutivo delle compatte Leica di qualità, diretta discendente della bellissima Minilux (vedi qui), con un ulteriore incremento di elettronica. La sigla rappresenta l’unione tra la fotocamera compatta (C) abbinata alle prestazioni di alto livello di una Leica M.

Presentata nel 2003 offre lo stesso obiettivo Summarit 40/2,4, composta da 6 elementi in 4 gruppi, già sperimentato con successo sulla Minilux, in un corpo al titanio color grigio pesante 300g, senza batteria. A detta di Leica il trattamento antiriflesso è stato migliorato.  Si tratta di un'ottica di livello superiore, con incisione e trasparenza dei colori degna dei migliori obiettivi della serie M: probabilmente il miglior obiettivo mai montato su una compatta.


Nr catalogo 18130.

Rispetto alla Minilux la CM offre un corpo più corto di un centimetro circa e più largo di un paio di millimetri, in più è presente anche la slitta porta flash, che dialoga in automatico col flash SF24. L’ottica è sempre a scomparsa, protetta da un’antina ruotante: questa viene movimentata da un interruttore posto sul frontale in basso. La fascia protettiva avvolge ora tutta la fotocamera e non solo una parte come la Minilux.

La rotella a destra, come nella Minilux, serve sia per scegliere la messa a fuoco manuale o l’autofocus, (mdmaf di 0,7m), sia per impostare l’esposizione (con lettura centrale) da automatica a priorità di diaframmi, scegliendo appunto il diaframma da impostare, sino al valore di f/22, contro lo f/16 della Minilux. Tempo massimo di otturazione di 1/1000 di sec, rispetto al 1/400 di sec della Minilux.

Il bottone di scatto, ora rotondo, si trova sempre nella parte destra del carter superiore.

Molte le novità nel mirino, posizionato a sinistra e non più al centro: mentre nella Minilux vi erano solo due led (rosso e verde) nella CM si possono leggere i tempi impostati, il diaframma lampeggia appena impostato, il pronto flash e i fotogrammi.


Altra grossa novità sul retro ove è posizionato un grosso display a cristalli liquidi illuminabile, almeno in confronto a quello posto superiormente nel carter della Minilux. Qui si può controllare lo stato della batteria, il contafotogrammi, l’autoscatto e la staratura intenzionale degli EV a valori di 1/3 di stop. In più il controllo totale del flash, con inserimento voluto anche con forte luce ambiente, slowsync, antiocchirossi. Il tutto grazie a 4 pulsantini di selezione e a una rotella posta accanto per selezionare le varie opzioni.

La parte interna della fotocamera appare del tutto identica alla Minilux, contenente anche il codice DX.

La fotocamera è marcata sul fondello made in Germany, invece che in Japan della Minilux. L’alimentazione è data sempre da una batteria al Litio da 3 volt, bloccata da un fondello solidale alla fotocamera e non più avvitato, cosa molto pratica in quanto non si rischia di perdere il fondello di chiusura.


Nel 2004 la CM viene affiancata dalla CM zoom con l’identico obiettivo della precedente Leica Minilux zoom, ovvero un Vario Elmar 35-70 f/3,5 – 6,5, utile in molte occasioni, ma che perde moltissimo non solo nella luminosità massima, ma anche nella qualità ottica generale. Con la versione zoom si rende utile molto spesso l’uso del flash, a causa della limitata luminosità, specie a 70mm, vanificando in definitiva la compattezza del tutto. Peso di 415g.


Si tratta in definitiva di un miglioramento operativo notevole rispetto alla pur ottima Minilux, sia per il mirino molto completo, che per l’uso completo delle funzioni, attuato grazie al display posteriore, anche se occorre rimarcare che anche il piccolo display superiore della Minilux era molto completo.

La borsa dedicata nr 18560, totalmente diversa da quella della Minilux, è composta da due pezzi e ricorda quella di una macchina reflex, con la fondina staccabile.


Disponibile anche il bellissimo bauletto in pelle nr 18565 dal sapore retrò


Una compatta definitiva, di altissima qualità ottica e costruttiva, che fa onore al nome Leica.