Incontro con Vieri Bottazzini

 

PP.Ghisetti

 

 

Era da tempo che ammiravo le spettacolari e suggestive immagini di Vieri Bottazzini e finalmente siamo riusciti ad incontrarci per chiacchierare di fotografia e di Leica. Vieri infatti, Leica Ambassador dal 2016, docente della Leica Akademie Italia, è appassionato del marchio di Wetzlar, tanto da possedere ben due SL con relativi zoom, oltre ad una CL equipaggiata con Summilux 35/1,4 e un Elmarit 18/2.8.

 

Mi racconta della sua giovinezza, quando era suonatore di flauto traverso, e di come ha iniziato, a Istanbul, a fotografare complessi rock e personaggi della musica, principalmente utilizzando materiale Nikon, oltre ad una Leica M2 e M8. Poi piano piano la passione della fotografia ha preso il sopravvento e dal 2010 si è specializzato nella fotografia di paesaggio, sia a colori che in bianco e nero, con foto sempre più straordinarie, e ha iniziato ad organizzare workshops molto selezionati in diverse parti del mondo: Islanda, le Asturie in Spagna, la Valle della Morte in California, il Dorset e l'isola di Skye in Gran Bretagna, la Toscana, le Cinque Terre e le Valli di Comacchio in Italia, sempre accompagnato dalla moglie, la deliziosa Zeynep, che lo aiuta a scrivere i testi e soprattutto esercita una positiva critica sul suo lavoro. In questi workshops Vieri cura molto l'organizzazione generale, con opportuni viaggi preliminari per trovare locations alternative in caso di maltempo o per variare le situazioni di luce. Dopo svariati anni passati nella affascinante ma ormai sempre più caotica Istanbul, è tornato in Italia, dove ha scelto di risiedere in un piccolo paese delle Marche ai margini del gruppo montuoso dei Sibillini.

 

Vieri utilizza principalmente, per differenziare le sue immagini, la tecnica dei tempi lunghi di posa, che durano anche minuti, e a questo scopo mi mostra il filtro neutro e quello digradante (in realtà ne usa diversi, polarizzatore compreso) che lo aiutano ad allungare il tempo di esposizione, spesso utilizzati davanti ad un 15mm Voigtlaender che, specie nella sua terza versione, trova molto soddisfacente.

 

Molte sono le macchine utilizzate da Vieri nella sua carriera di fotografo: dalla Nikon F e FM2 sino alle più recenti digitali, la Pentax 645d e 645z, l'immancabile Hasselblad, col classico trittico di ottiche, ovvero 50-80-150mm. Tante le Leica, come la M6 o la MP, oppure tra le digitali la S (Typ 007) con alcune ottiche e le due Monochrom (le diatribe tra i pregi e i difetti dei due diversi sensori, CCD e CMOS lo interessano poco, afferma), che però erano poco utilizzate.

 

Ora Vieri sembra aver trovato nella Leica SL il suo punto di arrivo: la qualità dei files, l'eccelsa resa delle ottiche zoom, realizzate senza compromessi, e soprattutto l'ottimo, e attualmente ineguagliato, mirino elettronico, lo hanno convinto a fermarsi a questo modello, di cui possiede ben due esemplari, ognuno con uno zoom diverso, il 24-90mm e il recente 16-35mm, allo scopo di non dover cambiare ottica sul campo. é interessante notare che alcune sue considerazioni coincidono con quanto mi ha raccontato Peter Karbe, progettista Leica, che ho avuto il piacere di incontrare recentemente a Wetzlar. Ovvero che nelle ottiche per SL, pur pesanti e ingombranti, (non a caso costruite in metallo tipo 'carroarmato') Leica ha riversato il meglio della propria tecnologia sia meccanica che ottica, e che la SL, con il firmware 3.2 è  diventata una macchina completamente diversa dal modello iniziale, incrementando le prestazioni in tutti i settori. Inoltre, per Vieri è molto importante il fatto che macchine e ottiche siano tropicalizzate, in quanto lavorando per lo più all'aperto e spesso nei paesi nordici, umidità, salsedine e vento rappresentano pericoli concreti di malfunzionamento dell'attrezzatura. Infine, questi zoom offrono lo "state of the art" della tecnologia ottica, con un'incisione superlativa su tutto il campo inquadrato e a tutte le focali, ma soprattutto possiedono quella purezza e trasparenza dei colori tipici Leica, che li differenziano notevolmente dal resto della produzione fotografica di altri marchi.


Tra le ottiche Leica per il 35mm, Vieri tra le altre ha avuto un Summicron 35 e il classico Elmarit 28mm, mentre ora possiede solo un Noctilux f/1: parliamo volentieri di questa ottica, confrontando le nostre esperienze e paragonandolo al recente f/0,95. Certo sono passati trent'anni e sono intervenute molte innovazioni tecnologiche, lo 0,95 è ormai un punto fermo della mistica Leica: difficile se non impossibile fare di meglio. Ma Vieri ancora apprezza il vecchio e incostante f/1, specie se riesce a montarlo su una SL digitale che, grazie al live-view, pu˜ sopperire direttamente nel mirino ai noti difetti di back e front focus.

 

Passiamo a parlare anche di ottiche non Leica: il Voigtlaender 15mm versione III, molto apprezzato per la sua resa, molto migliorata rispetto alle due prime versioni e per l'ottimo rapporto qualità  prezzo, oltre che per la capacità di creare immagini davvero inusuali e spettacolari; il 12mm e il 10mm, sempre Voigtlaender, da Vieri poco amati per alcune problematiche legate all'uso dei filtri. Guardo invece con curiosità il 12mm Laowa che mi mostra mentre siamo a tavola: obiettivo abbastanza ingombrante, con un barilotto molto allungato, ma che, mi assicura, possiede un'ottima incisione ai diaframmi centrali e una notevole mancanza di distorsione, oltre a offrire la possibilità di montare i fondamentali filtri piani.


Mi omaggia anche del suo recente libro "Time (&) Matters", contenente impeccabili immagini in b/n a doppia pagina, realizzate durante i suoi workshops, oppure nelle necessarie ricognizioni preliminari. Si nota sempre un tentativo di offrire una visione grandangolare non tanto onnicomprensiva, ma che introduca lo spettatore nel paesaggio circostante, facendogli apprezzare la grandiosità della Natura ripresa.

 

E’stato un incontro molto interessante, con un fotografo esperto e preparato, che realizza immagini di grande impatto 'scenografico', alle quali non si può rimanere indifferenti, dotato di una tecnica perfetta, di un'estetica raffinata, di una accurata scelta del momento dello scatto unite a una incessante ricerca di punti di vista originali.

 


Sempre con Leica, casualmente!

 

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immagini scattate con Leica X e X-Vario