Elmarit - R 16mm f/2,8

                                                                                                                             Pp.Ghisetti








Presentato alla Photokina del 1974, costituisce l'unico obiettivo fisheye del catalogo per Leica R, e rappresenta, con il 24/2,8 e lo zoom 80-200/4,5, il primo gruppo di ottiche nato dalla collaborazione Leitz-Minolta. Infatti questo 16mm Ŕ perfettamente identico al corrispettivo 16mm Minolta Rokkor progettato da T.Ogura, presentato nel 1968 e poi ufficialmente brevettato nel 1971. Vedi Patent Original, sotto. Il progetto ottico Ŕ particolarmente dedicato al controllo dell'aberrazione cromatica laterale, tipico difetto di questo tipo di ottiche, e utilizza diversi vetri di proprietÓ della Minolta (L - 5 - 6 - 7 - 8), rendendo difficile pertanto una produzione a Wetzlar, senza stravolgere il progetto.
Made in Japan.
L'ottica in questione copre un angolo di campo di 180░, con il tipico effetto a botte tipico di questa tipologia di obiettivi (vedi esempi alla fine).
Entrato ufficialmente in produzione nel 1975 dalla matricola 2.682.081, con codice 11222 e barilotto anodizzato nero a 2 camme, in seguito nel 1977 dal nr 2816850 a 3 camme.
Lo sbalzo posteriore del barilotto ne impedisce l'uso sulle prime 2 Leicaflex.
Nel 1996 fu modificato con i contatti ROM e codice 11327.







Lo speciale paraluce a tulipano Ŕ incorporato nella montatura, protetto dallo specifico tappo nr14089 da 65mm. Tappo posteriore stantard nr 14162.
Peso 470g.
Lunghezza fisica del barilotto di 71mm.
Doppia scala delle distanze, in metri in bianco e in feet in giallo.
Diaframma a 6 lamelle.
MdMaF di 30cm.




Il progetto prevede una torretta interna con 4 filtri intercambiabili grazie ad una ghiera posta sul barilotto.
I filtri sono: UVa - giallo - arancio - blu.
Il complesso schema ottico prevede 11 lenti in 8 gruppi.
Sono stati realizzati 3000 pezzi sino al 2001.
Prezzo nel 1992 di 3.960.000 Lire, poi nel 2000 si pass˛ a 4.900.000 Lire, per arrivare nel 2001 a 2.649 Euro.
I giudizi di resa su questo obiettivo, con la sua tipica distorsione, che ha permesso di limitare di molto la vignettatura sotto i parametri della nota legge di Lambert, non possono essere conformi agli altri obiettivi. Possiamo segnalare una notevole saturazione cromatica abbinata ad alto contrasto e la tipica brillantezza delle immagini delle ottiche per Leica,
Al tempo la visione iper grandangolare di questo tipo di obiettivi era molto usata nella pubblicitÓ, causando meraviglia e stupore, oggi questa tipologia di ottiche risulta molto meno utilizzata.
Da usarsi preferibilmente in grandi interni di chiese o cattedrali, cui la particolare prospettiva grandangolare dona un effetto di coinvolgimento visivo, oppure per creare immagini di forte impatto visivo, fuori da una logica architettonica purista.
Un obiettivo molto particolare, da usarsi con soggetti adeguati, senza strafare.







sopra: 2 esempi di ripresa a Modena con l' Elmarit 16/2,8 su Leica DMR. La chiesa di San Domenico, dove tra l'altro si sposarono i miei genitori nel 1948; e la nota Accademia Militare